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Riassunto settima puntata di Squadra Antimafia 3

La settima puntata di Squadra Antimafia 3 inizia con il rapimento del commissario Claudia Mares da parte degli uomini di Rosario Manzella, il commissario infiltrato riesce a convincere il boss che lei e i colombiani hanno lo stesso suo obiettivo, uccidere Rosy Abate.

Il piano della Mares è quello di organizzare un incontro tra Manzella e Abate, in quell’incontro avrebbe la possibilità di arrestare Rosy, Manzella e i colombiani in un solo colpo. Il piano è un po’ troppo ambizioso e l’Abate riesce ad intuire il tranello, oltre a non presentarsi all’incontro riesce con la sua astuzia ad arrivare al bunker di Manzella e ad uccidere lui e tutti i suoi uomini.

A questo punto Rosy si è liberata per sempre del suo più grande nemico ma deve fare ancora i conti con i colombiani che non hanno nessuna intenzione di rinunciare ad ucciderla. Dopo il fallimento del piano della Mares,  i colombiani decidono di agire a modo loro, questa volta non si mettono alla ricerca di Rosy ma cercano di arrivare a lei attraverso suo figlio Leonardo che è nascosto in un luogo segreto lontano dalla madre.

Per trovare il piccolo Leonardo i colombiani uccidono l’avvocato di Rosy che prima di morire gli fa il nome di Don Sergio, con molta crudeltà uccidono anche il parroco dopo averlo obbligato a rivelare il nascondiglio del bambino.

Nell’ottava puntata probabilmente assisteremo al rapimento del figlio di Rosy Abate, considerando che il padre del bambino è il defunto Ivan Di Meo anche la Mares non si darà pace fino a quando non l’avrà ritrovato.

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