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Quarto Grado, 9 marzo 2012: Albanese, la belva di Brescia, era drogato

Nella puntata di Quarto Grado, andata in onda ieri sera, è stata ampiamente trattato il caso di Mario Albanese, la belva di Brescia che, nella notte tra il 4 e il 5 marzo, ha compiuto una vera e propria strage sotto effetto della droga. L’uomo, camionista disoccupato di 34 anni, ha ucciso senza pietà, con vari colpi di pistola: la moglie, l’amico di 54 anni, la figliastra e il suo fidanzato. Le analisi hanno rivelato che l’uomo avesse assunto un mix di cocaina, cannabis ed alcol.

A Quarto Grado hanno trasmesso la telefonata del carabiniere Ivan Gatti, che è riuscito a fermare l’uomo che tentava di scappare per suicidarsi. La voce è drammatica. L’uomo prima lo chiama dalla finestra; poi lo insegue in strada e lo disarma. Sembra che Albanese, dopo la strage volesse suicidarsi, ma la pistola si è inceppata. La belva Albanese ha ucciso Francesca Alleruzzo di 45 anni, Vito Macadino, Chiara Matalone di 19 anni e il suo fidanzato Domenico Tortorici.

A Quarto Grado la domanda principale è stata questa: quest’uomo poteva essere fermato? La donna aveva più volte detto di avere paura del suo ex-marito che non accettava la separazione. Francesca aveva deciso di lasciargli le chiavi di casa per permettergli di vedere le sue figlie. In Italia, dall’inizio dell’anno, sono morte circa 28 donne per mano dei loro compagni: mediamente ne muore una ogni tre giorni: dati assurdi, contro i quali sembra arrivato il momento di fare qualcosa.

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