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Maturità 2012, seconda prova classico: versione di greco traduzione Aristotele

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MATURITA’ SECONDA PROVA TRADUZIONE VERSIONE DI GRECO CLASSICO – Gli studenti stanno affrontano la seconda prova della maturità 2012  Al liceo classico sono alle prese con la versione di greco. E’ uscito un brano di Aristotele. (qui tutte le materie della seconda prova).  Archiviata la prima prova che ha visto trionfare il tema della crisi e dei giovani, oggi 500 mila studenti si apprestano ad affrontare la seconda prova, diversa per ogni istituto. Piccole indiscrezioni prima di passare al testo e alla traduzione della versione di greco. L’autore greco non usciva, pensate, dal 1978 anche se in questi anni è sempre stato citato come uno degli autori più probabili. Secondo i siti degli studenti il titolo del brano di Aristotele dovrebbe essere “Non il caso ma la finalità regna nelle opere della natura”.

VERSIONE DI GRECO ARISTOTELE– Sul web, via smartphone c’è già un gran cercare sul Google la traduzione del testo di Aristotele. La versione è lunga mezza pagina, quindi non è un brano particolarmente ostico. Dovrebbe essere alla portata di tutti. Secondo indiscrezioni la versione tradotta di Aristotele dovrebbe essere questa. Perfino circa quegli esseri che non presentano attrattive sensibili al livello dell’osservazione scientifica la natura che li ha foggiati offre grandissime gioie a chi sappia comprenderne le cause, cioè sia autenticamente filosofo. Sarebbe del resto illogico e assurdo, dal momento che ci rallegriamo osservando le loro immagini poiché al tempo stesso vi riconosciamo l’arte che le ha foggiate, la pittura o la scultura, se non amassimo ancora di più l’osservazione degli esseri stessi così come sono costituiti per natura, almeno quando siamo in grado di coglierne le cause. Dunque, non si deve nutrire un infantile disgusto verso lo studio dei viventi più umili: in tutte le realtà naturali v’è qualcosa di meraviglioso. E come Eraclito, a quanto si racconta, parlò a quegli stranieri che desideravano rendergli visita, ma che una volta arrivati, ristavano vedendo che si scaldava presso la stufa della cucina (li invitò ad entrare senza esitare: “anche qui – disse – vi sono dei”), così occorre affrontare senza disgusto l’indagine su ognuno degli animali, giacchè in tutti v’è qualcosa di naturale e di bello.

CONTINUA – Non infatti il caso, ma la finalità è presente nelle opere della natura, e massimamente: e il fine in vista del quale esse sono state costituite o si sono formate, occupa la regione del bello. Se poi qualcuno ritenesse indegna l’osservazione degli altri animali, nello stesso modo dovrebbe giudicare anche quella di se stesso; non è infatti senza grande disgusto che si vede di che cosa sia costituito il genere umano: sangue, carni, ossa, vene, e parti simili. (Aristotele, “De partibus animalium” I, 5)

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