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Mario Balotelli, Mourinho si prenota come biografo personale: un libro su SuperMario? Una bella commedia

balotelli-fico-thompsonMOURINHO RACCONTA BALOTELLI – Il rapporto tra un calciatore è il suo allenatore è sempre ricco di sfumature e sfaccettature: a volte si riesce ad instaurare una relazione aperta, con molto dialogo e con l’affetto tipico che c’è tra un padre e un figlio; in altre occasioni, invece, il mister può diventare il tuo peggior nemico e viceversa. Il mondo del calcio è pieno di queste situazioni che, tuttavia, tendono sempre ad essere insabbiate, nascoste, per paura che i giornalisti le vengano a sapere e le usino contro una squadra. Quest’oggi è, però, uno dei diretti interessati, l’allenatore del Real Madrid, Josè Mourinho, a parlarne pubblicamente, raccontando alla CNN i dettagli del suo rapporto con Mario Balotelli ai tempi dell’Inter. Il portoghese, artefice del triplete nerazzurro, non può fare a meno di dimenticare l’esuberanza di SuperMario, davvero incontrollabile ai suoi occhi.

UNA BELLA COMMEDIA SU SUPERMARIO – “Potrei scrivere un libro di 200 pagine sui miei due anni all’Inter con Mario ma non sarebbe un romanzo drammatico, piuttosto una commedia perchè è un ragazzo divertente”- ha dichiarato lo Special One ricordando una vecchia gara di Champions League: l’Inter giocava contro il Rubin Kazan, una gara difficile, e Mourinho nell’intervallo chiese a Balotelli di rimanere calmo il più possibile, evitando i suoi soliti colpi di testa. Il giocatore lo rassicurò sulla sua disponibilità a comportarsi bene ma neanche dopo quindici minuti di gioco, si beccò il cartellino rosso e lasciò i compagni in inferiorità numerica. Un episodio divertente ma che allora non dev’essere affatto piaciuto al tecnico, che non fu mai capace di gestire il ragazzo. Mourinho, nonostante tutte le discussioni con il calciatore, gli augura il meglio e crede che adesso, alla corte di Mancini, possa esplodere il suo talento.

CON MANCINI PUO’MIGLIORARSI – “È stato il suo primo allenatore da professionista, quindi prima di me, Mario aveva 18 anni quando c’era Mancini all’Inter, 20 quando era con me, ora ne ha 22 e sarebbe naturale che crescesse e diventasse il giocatore talentuoso che è. Non sono in contatto con Mario ma spero che diventi un campione“. Questo l’augurio e il desiderio di Josè che aggiunge un’ultima cosa alla sua intervista: se Mario non dovesse crescere neanche con Mancini, che è come un padre per lui, dubita che possa riuscirsi con un altro allenatore in futuro. Specialmente, con uno come lui che non è riuscito ad interagire al meglio con il calciatore!

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