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Lucio Dalla: il compagno Marco Alemanno in guerra con la famiglia per l’eredità

marco alemannoLUCIO DALLA MARCO ALEMANNO – Il primo marzo 2012, a soli 68 anni, è scomparso Lucio Dalla, uno dei cantautori più apprezzati della musia italiana. All’inizio c’è stato spazio solo per il dolore. Il giorno dell’ultimo saluto a Lucio Dalla, il compagno Marco Alemanno aveva la voce strozzata dal dolore. Passati i primi momenti di sofferenza, si è pensato alla ricca eredità non solo quella artistica, infinita, ma pure e soprattutto quella patrimoniale. Sembrava che non ci sarebbero stati problemi e che tutti fossero d’accordo sulla creazione di una Fondazione intitolata al cantautore. E invece, a tre mesi dalla scomparsa di Lucio Dalla, non è più così. Secondo Marco Alemanno, i parenti e i cugini di Lucio Dalla, tra cui Simone Baroncini, primo corno all’Orchestra del San Carlo di Napoli, e sua madre, capo dei vigili a Bologna, hanno cambiato idea.

MARCO ALEMANNO CONTRO LA FAMIGLIA DI LUCIO DALLA – “I parenti fanno finta che io non esista, negano l’evidenza, da due mesi non ho più contatti diretti” – ha spiegato Marco a Il Corriere della Sera. Secondo Alemanno, da quando Lucio Dalla è morto, tutto lo staff del cantante ha chiesto se esistesse un testamento. Alemanno che non era nelle condizioni di pensare ai soldi, rispose di no lasciando a tutti la possibilità di cercare. In mancanza di un testamento, l’avvocato ha depositato l’eredità giacente in Tribunale, scatenando l’ira della famiglia. Appena finito il funerale del grande Lucio, a caldo i parenti lo accusarono di aver “messo in scena una commedia, recitato una parte“. Lui è rimasto a vivere nella casa di Lucio Dalla, in via D’Azeglio, dove Alemanno è un prigioniero nella sua casa. Ha un letto, un bagno e una cucina. Da sei anni è residente-possessore ma se deve andare in un altro spazio della proprietà dove ci sono altri suoi oggetti che gli sono stati regalati da Lucio Dalla, è necessaria la presenza di un testimone. Non ha più le chiavi e può accedere solo nella sua proprietà. C’è un curatore che sta curando la questione tra lui e i cugini di Dalla che continuano a pensare solo all’eredità. Lui, invece, è ancora addolorato dalla scomparsa del suo amato Lucio: la sera quando non riesce a dormire, apre i cassetti dove ci sono tutte le sue cose e sente ancora il suo profumo.

MARCO ALEMANNO E LUCIO DALLA – Marco e Lucio si sono conosciuti nel 1997. Si incontrarono per caso. Nel 2004 ha iniziato a lavorare per il cantante e oggi vorrebbe che la Fondazione intitolata a Lucio Dalla cominciasse ad operare. Perchè da un anno e mezzo Lucio voleva cominciare questa nuova avventura: voleva scoprire nuovi talenti, musicisti e pittori. Una settimana prima di partire per la tourneè durante la quale avrebbe perso la vita, Lucio e Marco cominciarono a cercare fondi e spazi. I colleghi di Dalla sono tutti dalla sua parte. Il 27 giugno prossimo a Taormina interpreterà un racconto da un libro del cantautore per rendere omaggio alla sua memoria:È intitolato Bella Lavita, come fosse un nome e un cognome, è ambientato tra Taormina, i paesini dell’Etna e Catania. Il protagonista è un ragazzo siciliano, Carmelo, e il proprietario di un autogrill del Nord innamorato del Sud. C’è tutto l’amore di Lucio per la Sicilia”.

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