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L’Infedele: l’Ilva di Taranto la madre velenosa che toglie tutto

infedele ilva taranto ultima puntataL’INFEDELE – ILVA DI TARANTO – MADRE VELENOSA – Ilva: madre velenosa. Questa la scritta che passava ieri sera sullo schermo de L’Infedele che, trasferitosi a Taranto, ha trasmesso dal Rione Tamburi (a ridosso dello stabilimento della morte). E, ad ascoltare le parole delle persone che per anni hanni vissuto accanto alla fabbrica, viene da pensare che si tratta di una dramma immenso. L’Ilva è una madre che dà nutrimento ai propri figli: per anni ha offerto lavoro e “benessere” ma – nello stesso tempo li nutre avvelenandoli, scaricando nell’aria diossina che ammala ed uccide. Gad Lerner nel corso dell’Infedele ha fatto ampiamente emergere tutte le contraddizioni che ruotano attorno alla vicenda perchè all’Ilva si sta consumando un dramma nel dramma. Se da una parte ci sono le voci di coloro i quali hanno perso i parenti per gravissime malattie – l’incidenza dei tumori di coloro che abitano a ridosso dello stabilimento è altissima – d’altro lato c’è la tragedia di chi ha paura di perdere il lavoro in seguito alla chiusura dell’azienda.

ILVA DI TARANTO – IL LAVORO CHE UCCIDE – E sul caso Ilva, come ha detto Gad Lerner nel corso dell’Infedele si fronteggiano il diritto al lavoro e quello alla salute; la possibilità di lavorare – in un Mezzogiorno dove il tasso di disoccupazione è altissimo – e il desiderio (e diritto) di difendere la propria vita. Durante la trasmissione il giornalista Gad Lerner ha dato voce a tutti: alle madri preoccupate per la salute dei propri bambini, agli operai angosciati dall’ordine di chiusura degli impianti, dopo che sono emerse le inadempienze; ai parenti delle vittime ammalatesi e morte di cancro. A Taranto la situazione è davvero preoccupante. E’ emerso che, dalle analisi fatte sul latte materno delle madri che abitano vicino all’impianto, il livello di diossina è altissimo; allevatori hanno dovuto abbattere i loro capi di bestiami perchè avevano livelli di diossina elevatissimi; viticoltori hanno dovuto distruggere la loro uva. L’Ilva sta danneggiando tutto: la salute della gente ed il tessuto produttivo della città.

L’INFEDELE – LA RABBIA DEI CITTADINI – MA CHI PAGHERA’? Ma chi pagherà per tutta questa situazione? Se la magistratura ha accertato che ci sono state inadempienze, ordinando la chiusura degli impianti, chi è il respansabile? Ma soprattutto: chi avrebbe dovuto controllare lo stato di salute dell’aria, dell’acqua, della terra – in questi anni – lo ha fatto? Intanto c’è il dramma di chi ha paura che  in seguito all’ambientalizzazione dello stabilimento, perderà il lavoro. L’Ilva, madre velenosa quanto ancora dovrà uccidere prima di essere fermata? A questa domanda purtroppo non c’è ancora una risposta.

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