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La Prova del Cuoco, chef Giunta sotto scorta: condanna e rissa in Tribunale

la-prova-del-cuocoPizzo allo chef de La Prova del Cuoco: condanna e rissa davanti al Tribunale

Natale Giunta, chef famosissimo de La Prova del Cuoco di Antonella Clerici, ha avuto il coraggio di denunciare la richiesta di “pizzo” che ha ricevuto ben tre anni fa e finalmente si è ottenuta la condanna in primo grado per due imputati, mentre per gli altri l’esito si saprà nei prossimi giorni per richiesta di rito abbreviato. I due emissari del racket sono stati accusati ad una pena maggiore di quella richiesta dall’accusa, in quanto le parole con cui hanno cercato di giustificarsi non hanno convinto i giudici. Proprio per questo motivo davanti al Palazzo di Giustizia si è sfiorata la rissa tra una trentina di donne legate ai due e i carabinieri. Natale Giunta è sotto scorta da tre anni, anche nel ristorante dove lavora, vivendo un vero e proprio incubo, ed ora ha potuto finalmente dire che “una prima giustizia è stata fatta“.

Natale Giunta: dalla denuncia alla condanna

Prima che Natale Giunta denunciasse tutto, il suo primo ristorante aperto è stato bruciato perché lui non aveva ceduto alle minacce e alle intimidazioni che gli venivano fatte. Inoltre, dopo la denuncia, è stata fatta un’esplicita minaccia proprio a sua madre in cui veniva ordinato alla donna di ricordare al figlio che “si avvicinava la ricorrenza“. Il povero Natale Giunta e i suoi colleghi continuano a lavorare sotto scorta per la loro sicurezza, ma oggi Giunta e i suoi cari hanno potuto sollevarsi per l’arrivo di questa prima buona notizia, che ha premiato il coraggio dello chef. Natale Giunta dichiara che le persone che lui ha accusato sono state arrestate un anno fa e questo per lui è stato un anno di grandi sacrifici e grandi paure. Ma finalmente si tira un sospiro di sollievo, sperando che sia il primo di una serie, mentre si aspetta il verdetto per gli altri imputati.

Natale Giunta, chef antiracket, è soddisfatto della giustizia

Natale Giunta aspetta ancora il verdetto dei tre imputati che hanno chiesto il rito abbreviato che per ora rischiano 7 o 8 anni di reclusione. Questi ultimi pare abbiano lasciato un biglietto intimidatorio sull’auto di Giunta con scritto: “Mettiti apposto, non fari ‘u sbirru picchi ti finisci mali“. La giustizia ha fatto il suo dovere e per il momento Natale Giunta, chef antiracket, si ritiene soddisfatto. Ora non resta che aspettare il nuovo responso, confidando nella giustizia.

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