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La porta rossa, tutti guardano la fiction di Rai Due: i 5 motivi

La porta rossa: un altro successo per Rai Due

Inizio col botto per la nuova serie televisiva di Rai Due La porta rossa. I presupposti c’erano tutti, dalla sceneggiatura affidata a Carlo Lucarelli, al cast, alla regia. C’erano tutti gli ingredienti utili per l’ottima riuscita della fiction che nella prima puntata ha tenuto incollati al piccolo schermo più di 3 milioni di telespettatori. Possiamo affermare che i poliziotti di Rai Due piacciono ai telespettatori, dopo l’Ispettore Coliandro, anche lui nato dalla penna di Lucarelli, e il vicequestore Rocco Schiavone, protagonista dei romanzi di Antonio Manzini, adesso è il turno del commissario Cagliostro, interpretato da Lino Guanciale. “La serie televisiva sarà distribuita in tutto il mondo da Studiocanal” ha dichiarato Eleonora Andreatta direttrice di Rai Fiction.

La porta rossa: 5 motivi per non perdere la fiction di Rai Due

1. Non c’è nulla da dire, il cast della serie televisiva di Rai Due è davvero di tutto rispetto. I tre protagonisti assoluti sono Lino Guanciale, che di recente abbiamo visto in un paio di episodi di Che Dio ci aiuti 4 e ne L’Allieva. Al suo fianco Gabriella Pession nei panni di Anna Mayer, e Valentina Romani, che, nonostante la giovane età, ha già una lunga carriera alle spalle, tra le fiction in cui l’abbiamo vista protagonista Questo è il mio Paese e Tutto può succedere. Insieme a loro non possiamo non citare Antonio Gerardi, Fausto Sciarappa, Elena Radonicich, Ettore Bassi, Gaetano Bruno, Pierpaolo Spollon e Andrea Bosca.

2. La penna di Carlo Lucarelli è quasi una certezza. Il fascino del noir e del mistero fanno parte della sua storia autoriale. Tra i suoi personaggi di successo, sempre su Rai Due, anche L’ispettore Coliandro. Ai soggetti e alla sceneggiatura, oltre a Lucarelli, hanno lavorato Giampiero Rigosi, Sofia Assirelli e Michele Cogo.

3. La porta rossa è una fiction con una trama avvincente che mischia il giallo al sovrannaturale, senza trascurare le storie d’amore e i problemi adolescenziali. Si toccano molti temi importanti: la vita, la morte e l’amore. La stessa Gabriella Pession a movieplayer.it ha dichiarato: “Fin dalla prima lettura ho capito che si trattava della più bella sceneggiatura che avessi mai letto. La storia è avvincente, piena di colpi di scena inaspettati e allo stesso tempo raccontata in modo innovativo“.

La porta rossa: perché guardare la serie televisiva con Lino Guanciale?

4. Ad affascinare il pubblico non c’è solo il giallo legato all’omicidio del commissario Leonardo Cagliostro, ma anche il fascino del paranormale. Non è una novità nel panorama della fiction italiana e ancora prima degli sceneggiati, basti pensare a Il segno del comando, andato in onda all’inizio degli anni ’70 con Carla Gravina e Ugo Pagliai.

5. La regia di Carmine Elia ha sicuramente contribuito al successo della fiction. Già dalla prima puntata ci siamo accorti della differenza. Lo stile è molto americano e soprattutto non sono un obbligo le scene di luce, anzi, molte scene sono notturne e questo aiuta il coinvolgimento dello spettatore, ormai abituato alla serialità americana e non solo.

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