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Televisione

Invincibili: il programma di Marco Berry per chi non si arrende mai…

A volte la vita ci riserva brutte sorprese, ci mette alla prova per vedere se siamo capaci a reagire alle avversità, ci tempra per prepararci a sfide sempre più importanti e difficili per poi essere in grado di superarle. Ci sono persone che per circostanze incredibili ed inimmaginabili, sono state costrette a reinventarsela una vita e a renderla probabilmente migliore di quella di prima, nonostante i loro limiti e problemi. Il fatto è però che queste persone sono convinte che i limiti non esistono e che tutto è possibile… A loro è dedicato questo articolo e a tutti coloro che non si abbattono di fronte a niente, perché la vita è bella nonostante tutto.

I casi trattati dal conduttore televisivo Marco Berry sono uno più interessante dell’altro, e sono utili per riflettere e per capire che spesso sono le nostre paure che ci frenano a fare qualcosa, che non ci permettono di metterci in gioco, che ci impediscono di vivere… Queste persone sono la prova vivente che se si vuole veramente raggiungere un traguardo nella propria esistenza, non c’è niente che può impedirlo, neanche una disabilità più o meno grave, è solo questione di testa e di forza di carattere.

Il programma che è ormai al suo secondo appuntamento, dopo una prima edizione con una puntata pilota andata in onda l’anno scorso, è una straordinaria carrellata di uomini e donne che hanno saputo combattere contro un destino crudele e beffardo, che non guarda in faccia nessuno e colpisce senza pietà. Sono singoli individui dal grande cuore e dalla volontà di ferro, che hanno ottenuto con orgoglio senza pari il significativo appellativo di “Invincibili“. Vale la pena ricordarne alcuni…

Fulvio Marotto ha 46 anni, una figlia di 21 anni, Martina, che è orgogliosa del suo papà speciale, e una disabilità non indifferente che però non gli ha impedito di vivere e di fare tutto quello che ama. Nel 2003 una brutta broncopolmonite lo costringe a perdere gambe e dita delle mani, ma lui non si arrende e inizia a inventare e costruire le sue protesi. Appassionato di motocross, sci e pattinaggio, ha ottenuto l’idoneità alla guida dal Ministero dei Trasporti.

Arjola è una ragazza albanese di circa 30 anni, è arrivata in Italia quando ne aveva 17 con il padre e il fratello Elton, ed è cieca dall’età di 3 anni a causa di una retinite pigmentosa. In passato è stata aiuto cuoca in un ristorante, mentre attualmente è guida museale sensoriale presso l’Istituto dei ciechi di Milano e giocatrice di baseball. La sua squadra è quella dei Thunder’s Five che ha sostenuto cinque campionati italiani vincendoli tutti.

Mark ha 32 anni, è un atleta nato e cresciuto in Irlanda del Nord, svolge la professione di oratore motivazionale ed è laureato al Trinity College di Boston. A 22 anni perde la vista a causa di un’operazione agli occhi ma questo non gli impedisce di diventare capitano di una squadra di canottaggio, di avventurarsi nel deserto del Gobi, nel Mar Morto e di affrontare e superare con successo la South Poule Race, la maratona di 1000 km per raggiungere il Polo Sud.

Ultimo ma non meno importante Roberto Bruzzone, 32 anni di Ovada (Al), soprannominato “L’atleta con la gamba in spalla”. Rimasto vittima di un incidente in moto, ha perso una gamba ma non la voglia di vivere al 100%. Abita con il fratello e la sua cagnetta Nessie. Le sue imprese sono innumerevoli e tra queste ricordiamo la scalata al Kilimangiaro, il cammino di Santiago di Compostela, e come ultimissima missione la traversata del deserto della Namibia.

“Niente paura, niente paura, niente paura, ci pensa la vita mi han detto così…”

Appuntamento ogni mercoledì in prima serata su Italia 1

2 Comments

2 Comments

  1. ignazio

    16 giugno 2011 at 22:10

    mi chiamo ignazio nnel 2003 ho fatto un’incidente in moto, ho perso un’arto inferiore la gamba sinistra…..non mi sono mai arreso , combatto purtoppo con la burograzia, volevo dire che vivo solo ….ho 42 anni,,,vivo a como….ciao ignazio

  2. giuseppe

    17 giugno 2011 at 14:56

    semplicemente vorrei dire forza ragazzi non mollate mai è triste e contronatura perdere un’arto oppure la vista e comunque altre funzioni che fanno parte del quotidiano però vedo tantissime persone che continuano la loro vita tranquillamente ovvio con qualche disfunzione.
    a mio modesto parere i veri invincibili sono quelli che sono purtroppo ammalati di malattie degenerative queste persone non hanno soluzione perchè tutti i giorni peggiorano e sono abbandonati al loro destino questo mi mette tanta tristezza in corpo perchè senza un arto si puo “vivere” ma con una malattia degenerativa si puo solo attendere purtroppo vedi UELBI,ECC,ECC FORZA SEMPRE E COMUNQUE

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