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Giuliano Peparini a Verissimo difende Vittoria Markov di Amici 16

amici vittoria markov difesa da giuliano pepariniGiuliano Peparini a Verissimo difende Vittoria di Amici 16 dalle critiche sul peso

Giuliano Peparini continua a sostenere Vittoria Markov di Amici 16. Il coreografo non ha solo voluto la giovane al Serale, nella Squadra Blu, ma a Verissimo ha dichiarato che il peso non è assolutamente un problema per chi balla e sogna di lavorare nel mondo della danza. Soprattutto perché lo stesso fratello di Veronica, insegnante della Scuola di Maria De Filippi, ha trovato le stesse difficoltà all’inizio della sua carriera, quando non era neppure maggiorenne. Ma con costanza e determinazione è riuscito a contrastare le critiche e a diventare quello che ha sempre desiderato.

Da Amici a Verissimo: le dichiarazioni di Giuliano Peparini

“Il peso non è assolutamente un problema per uno che balla. Lo si vede anche nei lavori che faccio io, che ho sempre personaggi completamente diversi l’uno dall’altro. Oggi i giovani bisogna invogliarli. Se c’è un problema lo si risolve assieme, poiché tutto è risolvibile quando c’è la voglia di fare e di riuscire” ha spiegato Peparini a Silvia Toffanin difendendo a spada tratta Vittoria Markov, tra le ballerine più in vista di Amici 16. Quest’ultima, fin dalla prima apparizione nel programma  tv, ha attirato le critiche feroci di Garrison Rochelle e Alessandra Celentano. Giuliano ha poi snocciolato qualche aneddoto circa la sua carriera e la sua vita privata. “All’inizio è stata veramente dura. Ora i tempi sono cambiati, anche se c’è ancora un po’ il tabù della danza per i maschi. Io l’ho vissuto al massimo questo tabù. Ho vissuto tutte quelle cose che si vivono a quell’età: la presa in giro, la violenza verbale” ha confidato il coreografo.

Giuliano Peparini a Verissimo da Silvia Toffanin: dichiarazioni sulla sua carriera

Giuliano Peparini ha raccontato un aneddoto che lo ha fatto soffrire nel corso della sua carriera, quando era agli inizi e non aveva neppure compiuto 18 anni: “A 14 anni feci un’audizione alla scuola del Teatro dell’Opera di Roma. Mi portò mio padre. Io ero molto dotato tecnicamente solo che a quell’età ero, fatto assolutamente normale, un po’ rotondo. Feci questa audizione e mio padre mi confidò che il direttore del teatro aveva detto che mangiavo troppi spaghetti. Per me fu una delusione”.

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