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Pomeriggio cinque

Giada De Blanck vittima di stalking: il racconto shock a Pomeriggio Cinque

giada-fotoGiada De Blanck stalkizzata per anni: il racconto del suo dramma nel salotto di Pomeriggio Cinque

Dovrà subire un processo lo stalker che per anni ha perseguitato e intimidito Giada De Blanck: la notizia è trapelata da tempo, ma oggi a rompere il silenzio e a raccontare il terribile dramma vissuto è stata proprio la diretta interessata. Intervistata da Barbara d’Urso nel salotto di Pomeriggio Cinque, la ragazza non ha nascosto l’angoscia e la paura che per anni l’hanno accompagnata. Sollevata, ma allo stesso tempo un po’ tesa, l’ex naufraga dell’Isola dei Famosi ha così esordito: “Non sono qui per fare la vittima, ma per lanciare dei messaggi per il sociale e aiutare tante persone che hanno il mio stesso problema, perchè non è semplice da affrontare”. Come raccontato dalla De Blanck, l’incubo è iniziato nel 2004, poco tempo dopo la fine della sua esperienza nel reality di Rai2. Lo stalker ha infatti inviato alla ragazza una mail spacciandosi per un suo fan e complimentandosi con lei per l’esperienza sull’isola. “Molti anni dopo, intorno al 2010/2011” ha poi continuato la showgirl, “quando mia mamma stava male e si trovava in clinica, io ho trovato una rosa sul motorino e ho pensato wow! Guarda che carina questa persona!”.

Giada De Blanck ai microfoni di Pomeriggio Cinque: “Ho vissuto nella paura per anni”

Una fatidica rosa, dal quale è iniziato un vero e proprio incubo: incalzata dalle domande di Barbara d’Urso, la ragazza ha poi continuato il racconto shock del suo dramma. E’ cominciato tutto con quella rosa. Circa due mesi dopo, in estate, il portiere mi ha detto: è venuto un ragazzo con uno zaino e un cappuccio che ti cercava. Poi una bella mattina, dopo altri due mesi, la mattina presto ho iniziato a trovare delle cose davanti la porta di casa: prima una rosa, poi una rosa con pezzi di marmo tipo lapide bianca, poi una rosa con il suo nome, poi ancora una rosa con un registratore con la sua voce e poi una lettera un po’ farneticante nella quale lui mi chiamava farfallina”. Nel silenzio dello studio 10 di Cologno Monzese, la figlia di Patrizia De Blanck ha poi spiegato che il campanello d’allarme per lei è stata un’affermazione sospetta dello stalker, che le ha confessato in modo indiretto di spiarla guardandola dalla finestra della sua stanza, che lei ha precisato essere in alto. Lo stalker si è poi messo in contatto con lei attraverso un walkie talkie, prima che scattasse l’arresto. A tal proposito Giada ha raccontato di averlo incontrato e di aver parlato con lui. “Mi aveva promesso di lasciarmi in pace, ma poi purtroppo non è andata così. Il giorno dopo, infatti, è arrivato un telefonino a casa. Ho quindi parlato di nuovo con lui e gli ho consigliato di farsi aiutare”.

Giada De Blanck e lo stalker: un incubo senza fine

Ancora due mesi e lo stalker si è fatto vivo di nuovo, come raccontato dalla ragazza ai microfoni di Pomeriggio Cinque: questa volta con una lettera e un video girato in un Santuario. Croci nella nebbia, Satana e riti massonici, oltre che uno zombie di nome Gia”. Allarmatasi non poco per l’appellativo che inevitabilmente l’ha spinta a pensare ad un diminutivo del suo nome, la ragazza ha poi scoperto documentandosi tramite internet, che il nome “Gia” apparteneva alla prima modella morta di AIDS negli anni ’80. Visibilmente angosciata, la showgirl ha infine precisato: Non volevo denunciarlo per non fargli del male, però adesso voglio lanciare un messaggio a tutte le donne: bisogna trovare la forza per farlo!”. Dunque un’esperienza che l’ha messa a dura prova. Denunciare si può… e si deve!

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