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Pomeriggio cinque

Giada De Blanck rivive l’incubo stalking: il racconto shock a Pomeriggio Cinque

giada-de-blanckGiada De Blanck e l’incubo stalking: la ferita si riapre

Una “d’Ursintervista”dai toni pacati quella di oggi: a raccontarsi nel salotto di Pomeriggio Cinque è stata infatti Giada De Blanck, che di recente ha vissuto un incubo tremendo, che l’ha segnata duramente. Era il 15 maggio scorso, infatti, quando una provata Giada De Blanck è intervenuta nel salotto televisivo di Barbara d’Urso raccontando di essere stata terrorizzata per anni da uno skalker. E oggi, a distanza di quattro mesi, la ragazza è tornata nel rotocalco pomeridiano di Canale 5 insieme alla madre. “Proprio pochi giorni fa sei stata convocata per prendere parte al processo contro l’uomo che ti ha perseguitata” ha esordito la conduttrice, interrotta dalla sua ospite che le ha risposto: “Si, e ci tengo a ringraziarti perchè dopo la mia ultima ospitata qui, ho ricevuto tantissime mail di persone rimaste vittima di questo stesso problema. Ho cercato di aiutare tutte le persone che mi hanno scritto, con tanto coraggio e senza vittimismo”. Inevitavile l’applauso del pubblico in studio. 

Giada De Blanck pronta a deporre contro il suo stalker: l’incubo ritorna

“Ti va di raccontarci di nuovo com’è andata?” ha poi chiesto la padrona di casa, invitando così Giada a ripercorrere quei drammatici momenti: “Ho trovato delle rose davanti casa” ha asserito timidamente la ragazza, zittita da un’arrabbiata Patrizia De Blanck che ha precisato con fermezza: “Non erano solo delle rose! Era una lapide. Sembrava una composizione di pietre ma era una lapide!”. A tale affermazione la ragazza ha quindi asserito: Si, è iniziato tutto con le rose, ma la situazione è presto degenerata. Come accade nei film”. Un racconto triste, drammatico: Giada ha infatti ribadito, come nell’intervista rilasciata il 15 maggio scorso, di essere stata pedinata e tormentata dal suo stalker per lungo tempo. Dal racconto della ragazza si è appreso infatti che lo stalker ha cominciato a perseguitarla nel lontano 2003 e che negli anni è diventato sempre più insistente e pericoloso, fino a recapitarle un video di una sorta di rito massonico registrato nella nebbia… dunque qualcosa di molto inquietante, specie perchè il molestatore ha in un certo senso “collegato” a Giada una famosa “Già”,che la ragazza ha scoperto trattarsi di una modella morta di AIDS negli anni ’80.

La paura e il coraggio: il racconto drammatico di Giada De Blanck

Spontaneo l’applauso del pubblico presente nello studio di Pomeriggio Cinque quando la ragazza ha affermato di aver provato ad aiutare il suo stalker prima di denunciarlo, perchè, come da lei stessa asserito: “Bisogna aiutare la vittima, ma anche il carnefice, perchè ha bisogno di un supporto psicologico”. E ora che la ferita sta per riaprirsi con il processo contro lo stalker, noi siamo vicini alla ragazza, che ha tutta la nostra ammirazione per il coraggio dimostrato nell’affrontare questa difficile situazione.  

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