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Gossip

Flavio Insinna in ritiro dallo schermo televisivo

Flavio Insinna il grande attore comico nonché grande presentatore della scorsa edizione della “Corrida”, ha rilasciato una toccante intervista al settimanale “TV Sorrisi e Canzoni”, nella quale parla del suo momentaneo ritiro dalle scene televisive, a causa del lutto improvviso che lo ha colpito nel mese di maggio, la perdita del padre.

Il presentatore, ha dichiarato che da quel momento non ha tanta voglia di far ridere le persone, non trova lo spirito adatto, e per farlo, ha bisogno di ritirarsi dalle scene per un po’. Durante questo periodo di riflessione sembra che si stia dedicando alla scrittura di un libro.

Flavio Insinna specifica che non vuole parlare della sua vita, ma come lui stesso dice, vuole prendere i pezzi della sua vita, magari prima quelle prima della morte di suo padre, e scrivere.

Il messaggio che vuole trasmettere con il suo libro, è riferito proprio alle persone care che vanno via, quelle più grandi di noi, che secondo la legge quasi naturale della vita, sono destinate a lasciarci prima.

Flavio Insinna è molto amato dal pubblico televisivo, e ha toccato questa sua storia personale, speriamo di rivederlo presto.

10 Comments

10 Comments

  1. Paola

    25 agosto 2011 at 19:19

    Muore un familiare? Ho già nel cassetto il libro da stampare! Questa sembra essere ormai la tendenza. A qualche mese dalla morte di un parente o amico tanti hanno già la bozza del libro sulla triste esperienza bell’e pronta (dove abbiano trovato la lucidità per scrivere, non si sa). Qualche esempio illustre, di scrittori o improvvisatisi tali, dopo la morte di un congiunto, stranieri e italiani?
    -Isabelle Allende: “Paula” (Feltrinelli);
    -Beppino Englaro: “Eluana. La libertà e la vita” (Rizzoli);
    -Mina Welby: “L’ultimo gesto d’amore” (Noubs);
    -Danielle Steel: “Brilla una stella” (Piemme);
    -Dalila di Lazzaro: “L’angelo della mia vita. Piccoli miracoli intorno a me” (Piemme);
    -Antonio Socci: [la figlia non è ancora morta, ma è in coma] “Caterina. Diario di un padre nella tempesta” (Rizzoli).
    Cinismo il mio? Può essere. Ma non credo che l’elaborazione di un lutto passi attraverso la collocazione di un libro in bella mostra negli scaffali delle librerie, con annesse interviste per la promozione (e lacrima d’ordinanza).
    Trovo che questa sia una forma di elaborazione del lutto molto pelosa, quando è quasi certi che grazie ad essa si avranno indubbi vantaggi economici.
    Può star tranquillo il signor Insinna: la rendita che gli arriverà con i diritti d’autore gli garantirà la possibilità di star lontano un bel pezzo dalla scena. Forse per sempre.

    • TRUE

      9 settembre 2011 at 17:48

      Quando ero piccola mi sono sempre chiesta quale fosse il modo migliore per elaborare la perdita di una persona cara,e a dirla tutta, non esiste un modo specifico per dimenticare l’accaduto, ma probabilmente il semplice “ricordare quanto è stato”, cosa ha significato per te quella persona prima che andasse via per sempre, rappresenta la chiave di volta per dare forza a se stessi e rendere onore ad una persona che ci ha insegnato qualcosa di significato,valori amore, spensieratezza ecc. Ciò che le persone intendono fare è dedicare tre minuti al giorno per staccare il piede dell’acceleratore, fermarsi e guardarsi indietro con serenità esattamente da dove sono partiti, cosa è successo, le gioie, i dolori; fare risplendere i ricordi per dare un senso migliore a quello che succederà domani.
      Ricordo bene le parole di Proust: <<Quando più niente sussiste d'un passato antico, l'odore e il sapore lungo tempo ancora perdurano» Anch'io sono intollerante alle manovre economiche, che tentano in qualche modo di attirare l'attenzione della collettività attraverso scorciatorie e dualismi in genere; le persone precedentemente da lei elencate, ad esclusione di due in particolare, probabilmente rispecchiano la sua visione circa la strumentalizzazione dei propri sentimenti, ma vorrei permettermi di esprimere un modesto parere concernente Welby e Insinna. Fortunatamente ho avuto l'onore di conoscere la moglie a un seminario giuridico e mi creda, non è assolutamente facile guardare negli occhi o semplicemente ascoltare una vicenda così triste, rendendo nella propria mente una ricostruzione sistematica di una vicenda simile. Al termine del seminario, nessuno ha avuto la forza di porre alcuna domanda, a prescindere dalla commozione, per lo stato emotivo di una donna che ha esplicato la sua esperienza dolorosa, accanto alla persona che amava. Per quanto riguarda Flavio, non credo che si debba giudicare, solo perchè TIZIO, CAIO o SEMPRONIO facciano parte del mondo dello spettacolo. La sua prospettiva di analisi non si è posta una "condicio" conforme alla persona che rappresenta umamente Flavio Insinna. Non parliamo del soggetto "uomo" in senso puramente pluralistico, parliamo di Flavio, una persona che non ha messo mai un muro tra lui e le persone, che ha sempre cercato di portare gioia a tutte le persone che hanno e che continueranno a caratterizzare la sua vita. Una persona che non ha mai fatto un vanto delle sue attività caritatevoli e che esprime le sue emozioni in ogni modo, una persona unica e ammirevole in quanto in lui non è mai emersa la visione cubica tipica dello show man nell'attuale società. Il suo, Paola, non è affatto cinismo, semmai, una maniera al quanto "barbara" di manifestare delle piccole bozze su persone che nemmeno conosce, mi scusi, ma non credo che una rendita dei diritti d'autore possa fermare la grinta di un uomo dalle sue attività quotidiane, perchè in questo caso non si pone una stesura di un libro per il proprio lucro, ma semplicemente per l'armonia interiore di una persona, in cui si pone come incipit il ricordo di un affetto primordiale, lo consideri come una sorta: "da qui cominciano i ricordi".

      • Paola

        12 settembre 2011 at 12:46

        Voglio ben sperare che Lei, cara True, conosca Insinna molto più di me, altrimenti anche le Sue sono parole che lasciano il tempo che trovano.
        Buona giornata.

      • TRUE

        21 settembre 2011 at 09:54

        Guardi, se c’è una cosa che ho imparato è quella di parlare o scrivere secondo una “ratio”. Non sono il tipo da sdolginatezze, in quanto a ciò che le dissi settimane fà, le dico che è sbagliato soffermarsi su persone che non si conosce bene, sia professionalmente, che nel privato. Più che un dibattito basato sugli attori, pensavo che lei riflettesse su altro, per esempio sul caso Welby, soffermandosi invece a specificare in senso numerico le motivazioni delle critiche poste ad Insinna.
        Paola lei è libera di manifestare ciò che vuole. Deve mettere in conto che il VIP che si segue da anni non conosce gli ammiratori, e alla fine di uno spettacolo non sempre danno il meglio di sè, un pò per la stanchezza, un pò perchè al giorno d’oggi si vive l’ammirazione per un volto noto in chiave ossessiva e quindi loro fanno bene ad essere un pò distaccati, anche con chi va lì semplicemente per dire bravo/a. Anni fà guardavo sempre dei film polizieschi con “attori di grido”, e un bel giorno incontrai per puro caso in un tabacchino uno di loro, ero così emozionata, proprio come lei di attenderlo per un saluto oppure per un semplice autografo, ma non è stato così e lo sa perchè? Ho visto una persona un pò tediata dallo stress quotidiano, inoltre era in compagnia di due bimbi piccoli e non mi sembrava il caso di disturbare, Quindi quando si segue la Tv si deve avere un certo distacco emotivo, ma allo stesso tempo è giusto avere una specie di “mito”. Mi dispiace che lei abbia avuto un’impressione negativa di Flavio, probabilmente le sue opinioni rispecchiano una conoscenza che va oltre la semplice attesa da un teatro, ma questi sono affari suoi ed è giusto che rimangano tali,. Quello che non capisco è perchè si ostina ad offendere in maniera plateale una persona che in base a ciò che scrive non le ha fatto nulla di male, o meglio non penso che l’abbia umiliata. Non esiste una persona al mondo che vive di simpatie e antipatie, ma se lo facessero con lei, non ci rimarrebbe un pò male? Ammirevole da parte sua averlo seguito per anni, ma sorge un dubbio. Se dice di aver seguito Flavio per anni, perchè afferma che lui ha fatto tutto tranne che recitare? Se il suo stile non le piaceva, perchè non ha optato ad altro? Era forse costretta? Non credo. Ma secondo lei, la Rai e Mediaset potevano investire un ingente capitale remunerativo su di lui se non fosse stato all’altezza professionalmente? Paola, la ringrazio per aver riportato le mie parole per replicare, ma non credo che l’immagine di Flavio sia stata studiata. Spero che lei non se la prenda se le dico che si sbaglia alla grande, mi dispiace che non abbia avuto nulla su cui riflettere. Perchè parla di illusioni? Se una persona ti fa fare due risate non è la fine del mondo. In merito all’utilizzo delle parole, credo sia opportuno dirle che evidentemente non le ho dette in via di astrazione. In bocca al lupo!

  2. Tiziana C.

    26 agosto 2011 at 09:14

    Ciao Paola, è vero molte persone dello spettacolo e non, hanno elaborato il proprio dolore scrivendo. Sono una persona che fa della scrittura il suo modo di rapportarsi al mondo. Chi non la pratica spesso non può capire quale libertà possa celarsi dietro la necessità di mettere nero su bianco il proprio dolore. Ma per carità, non è una colpa, Sono una scrittrice, so cosa dico. Capisco che ognuno ha di certo i propri punti di vista, nel mio piccolo ho solo cercato di dare la spiegazione dietro un lutto così importante, un qualcosa che ho vissuto anch’io di recente. Buona giornata.

    • Paola

      26 agosto 2011 at 10:03

      Ciao Tiziana, io non metto in dubbio quello che dici della scrittura. Sono però solo in parte d’accordo con te quando affermi “chi non la pratica”: molte persone, a loro modo, lo fanno (quante sono le persone ad esempio che scrivono poesie, tengono diari?…). Io sono oltremodo irritata dal fatto che questi signori NON SCRIVONO a scopo terapeutico contenuti che RESTERANNO PRIVATI, ma sembrano sentire l’assoluta necessità di pubblicarli! E soprattutto sembrano aver già pronto il libro a brevissima distanza dal lutto subito!
      Buona giornata a te

  3. Tiziana C.

    26 agosto 2011 at 10:12

    Capisco certo, la tempistica può sembrare dubbia, per la stesura di un libro ci vuole molto tempo. Forse il fatto di essere personaggi pubblici, implica per la loro stessa natura la volontà di convivere questo loro momento con le persone che magari ogni giorno scrivono loro e mail, o che fanno parte dei gruppi di fans. Certo quello che dici tu lo capisco “per la serie tutto fa business”, c’è da dire poi che spesso i personaggi noti, sono loro stessi contattati dalle case editrici di calibro invitandoli a scrivere un libro, invece molti bravi scrittori esordienti devono aspettare anni per trovare una casa editrice che voglia dar loro fiducia. Restando sul nostro tema, scrivere è sicuramente terapeutico come dici tu, rendere pubblico il loro sconforto forse può aiutare, chissà… magari si spera non solo le casse…e dare supporto a quanti convivono uno stesso tragico momento, spero solo di non essere una sognatrice!

    • agnese

      3 agosto 2012 at 13:16

      Adesso abbiamo santo insinna mr opera pia.ridicolo

  4. Shyla

    16 novembre 2011 at 13:10

    Salve a tutti volevo solo dire a Paola che se la tempistica fa un pò pensare è per il fatto che l’idea del libro c’era già da tempo. Lui da un pò già aveva in mente di scrivere un libro e si era già incontrato con alcune case editrici, ma vuoi per impegni lavorativi o privati la cosa a quanto pare è sempre stata rimandata. Però con gli avvenimenti che sono accanduti ne ha sentito la necessità e ha deciso di dedicarsi vuoi per volere vuoi per obbligo (non degli altri ma suo) a tempo pieno al libro. E comunque paola, ho visto che lei prima parlava del fatto che lui della sua vita amorosa e privata non parla quasi mai salvo rare eccezioni…mi pare, questo capita perchè dal suo punto di vista la sua vita privata e sua, e non la vuole mischiare più di tanto con il lavoro. E’ sempre stato un tipo molto riservato, da sempre, addirittura anche i genitori, quindi figuriamoci se non lo è con noi. Questo lo so non perchè lo conosco da tempo, ma perchè conosco persone che lo conoscono da tempo, persino il suo fans forum quando è nato e la sua pagina su face (che però non è gestita da lui perchè non ha un pc) non trattano della vita privata ne di tutto ciò che concerne essa, ma solo per il fatto che quando ha dato il consenso per la nascita di entrambe a specificato che si parlasse solo del lato professionale. Per il fatto che non sempre lui possa portare quel sorriso infantile come dice lei, lui la sempre detto, che in tv uno lo vede così ma fuori, per carattere invece, è molto ombroso e se uno mette il fatto che è una persona con i suoi problemi esattamente come noi ci può stare che ogni tanto quel sorriso sparisca, no? Ovvio che con questo non voglio dire che lei fa male a dire che non gli piaccia, mentre io dico bene, ogniuno ha il diritto di ammirare chi vuole, il mio era solo un appunto per spiegare alcune cose e spero che si riesca a capire.

  5. Lechiffre75

    20 marzo 2012 at 22:21

    Certo che st’omo è ‘na forza, eh?? E’ rimasto nove mesi esatti senza dar segni di vita dopo la morte del padre, accasciato, distrutto, finito, poi alla pubblicazione del libro, paf, è ricomparso in tutto il suo splendore, pronto a presentarsi su RAI UNO, RAITRE, LA7, VERISSIMO, UNOMATTINA…ad esibirsi instancabile in un sacco di librerie, ora sta preparando un vero e proprio tour di promozione del libro; non si è risparmiato una foto con centinaia di fans, non ha risparmiato un autografo, cavolo, non si è mai incrinato un attimo! Caspita, che ripresa a tempi record! Ripresa con recupero del tempo perduto direi! Bravo, bravo Flavio, dacci dentro con ‘sto libro, finché puoi…

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