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Festival del Cinema di Venezia: Selvaggia Lucarelli boccia la madrina Eva Riccobono

eva-riccobonoIl Festival del Cinema di Venezia ha la sua madrina

La 70° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha aperto i battenti ieri, 28 agosto, e durerà fino al 7 settembre. Ha inaugurato il red carpet l’attore George Clooney, in concorso con il film Gravity 3D, che ha aperto la prima giornata di proiezioni. Occhi puntati sulla madrina del Festival, la modella e attrice Eva Riccobono, che ha incantato tutti i presenti con la sua bellezza glaciale e l’aurea di perfezione, che il vestito rosa cipria, firmato Giorgio Armani, le donava. Eva Riccobono, prossima alle nozze con il musicista e dj Matteo Ceccarini, ha realizzato il suo sogno di diventare attrice. Pare infatti aver abbandonato definitivamente le passerelle per dedicarsi anima e corpo a questa nuova avventura. Eva, per raggiungere il suo obiettivo, ha lavorato sodo, iniziando a studiare recitazione. Le sue attrici di riferimento sono Monica Vitti e la francese Isabelle Huppert.

Selvaggia Lucarelli contro Eva Riccobono

La scelta di Eva Riccobono come madrina del Festival non è però piaciuta a tutti. La blogger-giornalista Selvaggia Lucarelli non è riuscita a trattenersi dal fare le proprie considerazioni pungenti. Secondo la Lucarelli dare il ruolo di madrina ad un’attrice agli esordi, come la Riccobono, è stata una mossa un po’ troppo azzardata perché diamo l’idea di un paese superficiale in cui la meritocrazia non esiste: “La Riccobono è solo l’ennesima sciatteria. Una stampellona sorridente che l’altro ieri ha deciso di fare l’attrice e che noi premiamo così, sulla fiducia, alla faccia di chi il cinema lo fa per vocazione o istinti un po’ più nobili che sto diventando vecchia per le passerelle“. In un’intervista infatti la Riccobono aveva svelato che per il mondo della moda a 23 anni si è già considerati vecchi. Lei però la passione per il cinema e per il mestiere di attrice li coltiva già da tempo, come ha dichiarato a Vanity Fair.

L’Italia un paese che fa acqua da tutte le parti

Nonostante la Riccobono si sia buttata nel cinema piuttosto tardi è già riuscita ad ottenere qualche piccolo ruolo. Ha iniziato con una piccola parte in Grande, grosso e Verdone di Carlo Verdone, un’altra in E la chiamano estate di Paolo Franchi e una in Passione sinistra di Marco Ponti, che le vale un Ciak d’oro e la candidatura ai Nastri d’argento. Infine ha ottenuto un ruolo vero e proprio nel film diretto da Renato De Maria, La vita oscena. Quando ha ricevuto la telefonata dal direttore della Biennale di Venezia, Alberto Barbera, le sembrava di sognare e ha accettato con grande gioia la responsabilità di essere madrina. Molti, tra cui la Lucarelli, si domandano però come possa la Riccobono ricoprire un tale ruolo di prestigio, avendo alle spalle una così breve carriera ed esperienza nel mondo del cinema. La blogger definisce questa scelta non brutta, ma sciatta. Il brutto ha comunque una sua vitalità, può essere criticato e massacrato, mentre la sciatteria passa quasi inosservata e fa sì che ci si abitui, proprio come vanno le cose ultimamente nel nostro paese: “Guardavo Venezia, così bella nelle immagini di Sky stasera e pensavo che proprio lei, la città sull’acqua, tra scontrini folli, gondole impazzite e madrine inspiegabili, quest’estate è stata il simbolo di un paese che fa acqua da tutte le parti. Solo che il resto del paese galleggia con meno poesia“. Queste le conclusioni di Selvaggia Lucarelli. E voi cosa ne pensate?

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