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Euro 2012, Italia: corsa contro il tempo ma sembra di rivivere il 2006

nazionale italianaCALCIOPOLI NEL 2006 – Sono passati sei anni dal primo scandalo sul calcio che sconvolse il mondo della serie A. Anche quell’anno la Nazionale di calcio guidata dall’allora C.T. Marcello Lippi era chiamata a una prova di orgoglio per dimostrare che non tutto il calcio italiano era marcio. Il risultato fu la vittoria del Mondiale 2006 in Germania e la dimostrazione della grandezza, dell’umiltà e del coraggio di quella squadra. Anche quest’anno i calciatori italiani sono chiamati a riscattarsi dopo lo scandalo del calcioscomme che rischia di infangare tutto il calcio italiano. Anche se la situazione non è proprio identica a quella di sei anni fa. Sei anni fa la pressione era sì notevole, però i media allora stavano massacrando non i calciatori ma i dirigenti delle società. E questo è un aspetto da non sottovalutare, perché ora gli avvisi di garanzia arrivano direttamente dentro Coverciano, i famigerati dossieraggi giungono anche a chi, come Gigi Buffon, viene considerato da tutti l’emblema dell’onestà calcistica (a proposito, particolarmente da apprezzare i cori rivolti al capitano azzurro nel prepartita di ieri). E se vogliamo sempre fare un paragone a 6 anni fa, la squadra non è più la stessa di quella che aveva in mano Lippi, caratterialmente parlando. Questa Nazionale può far leva solo su tre giocatori carismatici, Buffon, Pirlo e De Rossi dovranno essere proprio loro a guidare il gruppo verso quella fame e determinazione che aveva fatto del gruppo di Lippi un’armata invincibile.

POCHI GIORNI ALL’ESORDIO CON LA SPAGNATre sconfitte nelle ultime tre amichevoli, un attacco anemico e una difesa perforabile: questo il biglietto da visita degli azzurri a pochi giorni dall’esordio contro la Spagna. Se a tutto questo aggiungiamo lo scandalo del calcioscommesse nel quale continuano ad essere tirati in ballo i due azzurri Buffon e Bonucci, ecco che il cielo su Coverciano non è più azzurro ma coperto di nubi nere. L’imperativo per i ragazzi di Cesare Prandelli è ritrovare al più presto un’identità e un’autostima per pensare di poter andare avanti agli Europei. Altrimenti dopo le prime due gare contro Spagna e Croazia, il sogno azzurro potrebbe già essere finito. La sconfitta contro la Russia ha le sue ragioni. La prima vede salire sul banco degli imputati le individualità, e quindi Bonucci, Maggio e De Sanctis risultano colpevoli senza appello. La seconda invece affonda le radici nella natura tattica, se si pensa al centrocampo ricco di talento ma poco propenso a proteggere la difesa, perché il solo Pirlo onestamente non può reggere l’urto dell’attacco avversario, e se si decide di far salire sia De Rossi che Marchisio in avanti i problemi diventano più di uno. In più un reparto offensivo che non riesce neanche a fare un gol. Non siamo ancora il Barcellona che può permettersi di tenere Busquest davanti alla difesa.

SERVE UN’INVERSIONE DI MARCIA – E allora che fare se non si vuole rischiare di uscire precocemente dagli Europei come accadde due anni fa ai Mondiali in Sudafrica? Bisogna correre ai ripari e non c’è molto tempo per farlo. Contro la Spagna, Prandelli dovrà cambiare le carte in tavola, magari affidandosi al 3-5-2 di marca Juve con Bonucci-Barzagli-Chiellini a guidare il pacchetto difensivo e lasciare così più spazio a chi agirà sulle fascie tra Abate, Maggio, Giaccherini e Balzaretti di poter attaccare più liberamente. Con questo modulo, anche Marchisio e De Rossi sarebbero più liberi di inserirsi come hanno fatto a tratti contro la Russia, senza però aver paura di lasciare senza protezione la difesa. Bocciata anche la coppia d’attacco Cassano-Balotelli. Il talento di Bari è alle prese con una precaria condizione fisica che non può recuperare in una competizione dai ritmi serrati come gli Europei. L’unico intoccabile sembra essere Balotelli, per forza fisica, talento e freschezza. Al suo fianco, in ballottaggio, ci sono nell’ordine Di Natale, Giovinco e Borini. Prandelli, forse, ora rimpiangerà di non aver convocato qualche giocatore di peso come Matri, Pazzini o Osvaldo che, seppur in forma precaria, avrebbero potuto tornare utili alla nazionale.

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