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ESCLUSIVO Michele Misseri parla a Matrix – La sua verità

Mentre Sabrina Misseri e Cosima Serrano, che sono state rinviate a giudizio per l’omicidio di Sarah Scazzi e il processo inizierà il 10 gennaio 2012, continuano a proclamarsi innocenti, Michele Misseri si dichiara ancora colpevole e unico assassino del delitto di Avetrana.

Zio Michele, che sarà processato per soppressione di cadavere a gennaio, è ospite per la prima volta in uno studio televisivo, a Matrix.


Michele ha chiesto di non essere coinvolto in un dibattito e il presentatore Alessio Vinci chiede perchè abbia accettato l’invito di Matrix e Michele risponde: “Io ho accettato il vostro invito, però possono tutti testimoniare che io non ho mai preso soldi per i programmi, non sfrutti soldi su quella poveretta. Io ho accettato per dire la mia verità. Prima cosa ci sono due persone innocenti in carcere. Io sono libero e non me la sento di essere libero, perchè io avevo un peso sullo stomaco e adesso ne ho tre, l’Angelo biondo, Cosima e Sabrina. Non so più come andare avanti.

Michele non pronuncia il nome di Sarah perchè gli è stato richiesto di non farlo più da parte dei parenti e dei loro avvocati.

Perchè ha ucciso Sara?” la domanda diretta del presentatore. “Nessuno mi è riuscito a  capire quel maledetto giorno” risponde con freddezza e determinazione Michele Misseri “é partito tutto da un maledetto trattore. Sarah quando è venuta non è entrata dal cancello, come dicono gli inquirenti, è arrivata prima, alle 25, mezza, non so che ora era, non ho mai avuto un orologio. Visto che il cancello era aperto è scesa, forse mi voleva sapere qualcosa. Mi ha chiesto Zio perchè stai bestemmiando e io le ho detto Vattene ragazza, però mi voleva dire qualcosa. Poi c’è stato questo calore alla testa, che fino ad adesso non mi ha spiegato nessuno. Allora l’ho presa di spalle per girarla per andarsene. C’è stato un calcio all’indietro quando l’ho sollevata per andarsene e da quel calcio ho perso la pazienza. Un pezzo di corda c’era sul parafango, io non me ne sono nemmeno accorto di quello che stavo facendo, perchè io l’ho presa di spalle, io mi sono accorto quando è suonato il telefonino, che è caduto per terra, è di lì che non l’ho trattenuta più, quando è caduta, è caduta su un compressore, a cui tenevo tanto. Quando è caduta per un momento sono rimasto scioccato, non sapevo cosa fare, poi ho sentito mia figlia che diceva se avevo visto Sarah. Allora mi sono sentito malissimo, l’ho coperta con un cartone, ho coperto sia il compressore che la ragazza e sono andata incontro a Sabrina che stava scendendo la rampa del garage. Sarebbe stato meglio che Sabrina fosse scesa giù in garage, avrebbe visto le scarpe di Sarah davanti al trattore. Però io le ho detto No non ho visto Sarah, ho detto una bugia. Sarah non c’era già più.

Quando Marco chiede spiegazioni sul perchè tenesse così tanto al compressore, Michele spiega: “Ci tenevo perchè sul compressore ci devono essere le tracce di Sarah, si sapeva dal mese di Novembre di quel maledetto compressore, ma nessuno ha fatto richiesta, io l’avevo anche chiesto al mio Avvocato, ma non è stato fatto. L’hanno fatto ad Aprile, Maggio ma le tracce non c’erano più. Comunque io mi sono ricordato del compressore dopo l’incidente probatorio.

Ma Michele non ha ancora spiegato quale sia il vero movente dell’omicidio e il presentatore torna sull’argomento: “Il movente è il calore alla testa, il trattore che non partiva. Veramente c’era già da mesi addietro che non andavo d’accordo con mia moglie, c’era sempre una contraddizione. A me non mi capisce mai nessuno di quello che voglio dire, siccome ci sono sempre stati nervi in quel periodo, mentre mia moglie si sfogava, io tenevo tutto dentro e poi ho sfogato tutto con quella poveretta. E poi il trattore non partiva, i nervi, dovevo andare a restituire un attrezzo a mio nipote.

Si fatica a credere che per questi futili motivi, Michele possa aver fatto un gesto del genere verso la sua nipote prediletta, quella che lui chiama l’Angelo biondo.

Tutti dicono che io non ho ammazzato una mosca o una zanzara. Mio padre aveva una fattoria, tutti gli agnelli, i maiali li ho ammazzati io. Nessuno mi crede perchè ero una brava persona prima, io non mi sento più di essere una brava persona. Se si parla di mia moglie e mia figlia come assassini tutti gli credono, a me che sto dicendo la verità nessuno mi crede.

Il presentatore suggerisce che per farsi credere avrebbe potuto far ritrovare l’arma del delitto e Michele risponde: “L’arma del delitto l’ho buttata nella spazzatura insieme alle scarpe. L’unica prova era il  compressore e non si è trovato niente.”

Non mi vogliono credere. Secondo me la verità ce l’hanno. Le cose sono andate così. Ho avuto un avvocato che non era un avvocato, era un giudice, perchè non mi ha mai creduto. Se dicevo una cosa su mia moglie, l’andava a raccontare ai giornalisti.”

Sul fatto delle diverse versioni di Michele, lo stesso afferma “Le versioni non le ho cambiate io, me le hanno fatte cambiare. Hanno iniziato dal 15 ottobre. Mi sono rivisto nei video su internet, non ero io, sembrava che avessi una dentiera in bocca quando parlavo.

Michele di fronte al giudice il 17 ottobre ha di nuovo dichiarato di essere lui il colpevole. Inoltre ha ritrattato di nuovo di aver abusato della piccola Sarah e soprattutto ha detto di aver accusato la figlia a causa della confusione da lui fatta sui termini processuali e dell’assunzione di psicofarmaci.

Ma soprattutto secondo Michele lui avrebbe accusato la figlia Sabrina in seguito ai suggerimenti dell’Avvocato Galoppa e della Dottoressa Bruzzone. A seguito di questa affermazione, Michele è stato querelato dagli stessi ex difensori.

Michele nei giorni in aula avrebbe voluto abbracciare sua moglie e sua figlia, ma non è stato possibile.

Sabrina le disse che lei è un vigliacco” ricorda Vinci. “Mi sono sentito male. Non posso fare niente, io stesso l’ho messa in mezzo. Avrei voluto chiederle perdono. L’ho fatto tramite le lettere, ma non ho mai ricevuto risposta. Le ho viste così tristi e irriconoscibili e non gli ho più scritto. Gli ho rovinato la vita per sempre, questo rimorso mi rimarrà per tutta la vita.

Non è chiaro perchè se Misseri voleva farsi trovare, abbia distrutto tutte le prove e lo stesso si giustifica così: “Avevo vergogna,  ad Avetrana tutti mi conoscono, avevo paura della mia famiglia e dopo piano piano mi stavo spegnendo. Prima ero malandato e ora sto bene, è logico, prima non mangiavo più, la mia famiglia non si è mai accorta di cosa stavo passando, mi stavo avvelenando, per questo la stavo facendo finita, prima di avvelenarmi però ho ragionato un po’, ho detto si è vero che io mi ammazzo, ma nessuno lo sa perchè l’ho fatto e nemmeno la ragazza trovano.

Però in realtà sono passati 46 giorni tra il delitto e il ritrovamento del cadavere e in questi giorni Michele mente ai giornalisti e elimina tutte le prove.

La moglie sostiene che Michele ha avuto vergogna del delitto, ma non si è vergognato di aver accusato la figlia “innocente”. Michele ripete nuovamente che ha fatto quello che gli ha detto l’avvocato Galoppa “doveva essere un incidente, io uscivo subito e mia figlia dopo 2 anni perchè era solo un incidente.

L’avvocato attuale di Michele, Amendolito difenderà Michele Misseri anche in questa causa contro Galoppa e Bruzzone. Michele in puntata rincara la dose affermando che la Dott.ssa Bruzzone avrebbero mostrato a Michele fisicamente, sdraiandosi per terra, come doveva essere descritta la posizione del cadavere di Sarah e che l’Avvocato Galoppa avrebbe dato altre istruzioni sulla posizione della testa di Sarah.

L’intervista prosegue e Michele continua ad autodenunciarsi, tentando di giustifare le discordanze esistenti tra i fatti, le versioni, ecc.

Michele in questa lunga storia ha subito anche un cambiamento fisico, dal mostro brutto e cattivo al personaggio televisivo.

Ma Michele dice: “Non mi sento una star televisiva, non sono venuto qua per diventare famoso, ma per scontare quello che ho fatto, per gridare la mia colpevolezza.”

E’ stato scritto anche che Zio Michele vorrebbe partecipare all’Isola dei Famosi, ma lui dice: “Avrei voluto essere famoso, ma non per questa cosa, diversamente. Non mi sento famoso ad Avetrana, se ero famoso non mi buttavano pietre, bottiglie, ecc. Mi hanno fatto anche un cappio. La notte mi suonano e non mi fanno dormire. Non mi sento sicuro nemmeno quando vado ai campi.

Vinci gli chiede se pensa ancora al suicidio, “Io si, se non riuscirò a far uscire dal carcere gli innocenti, la farò finita“.

Mia cognata non mi crede, ma così Sarah non riposerà mai in pace. Questa storia andrà a finire che solo io potrò giustiziare Sarah.

2 Comments

2 Comments

  1. lori

    24 novembre 2011 at 14:37

    So che per fermare le accuse di Misseri rivolte all’avvocato GALOPPA e la dott.ssa BRUZZONE si può fare in altri modi, non basta una denuncia semplice e non capisco perchè non lo fermano. Misseri ha detto chiaro , non ho nulla più da perdere e quindi parla e dice quello che vuole, non è bello sentirsi accusare in questo modo, non è bello sentire ancora Misseri BASTA.

  2. Monica

    27 novembre 2011 at 19:33

    Come si puo credere,alle menzogne di Michele Misseri mettete in galera anche lui cosi faranno il trio dei bugiardi, Un abbraccio alla Famiglia di Sara

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