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Televisione

Delitti rock – Riassunto 6° puntata del 27 ottobre 2011

Seattle. E’ la mattina dell’8 aprile 1994. L’elettricista Gary Smith, chiamato per controllare l’installazione del sistema d’allarme, entra nella villa al numero 171 di Lake Washington Boulevard East, trovando il corpo senza vita di un uomo con il volto sfigurato. Accanto a lui, un fucile Remington M-11 calibro 20 e un biglietto d’addio. L’elettricista non può credere ai suoi occhi: il cadavere intravisto nella serra al piano superiore del garage, è quello di Kurt Cobain, leader della rock band dei Nirvana. Da circa due anni quella è la sua residenza, condivisa con la moglie e cantante Courtney Love e la figlia Frances Bean.

Kim Cobain, sorella di Kurt, apprende la tremenda notizia alla radio, rimanendone da una parte sconvolta e dall’altra consapevole che prima o poi tutto ciò sarebbe successo. L’avvocato dei Cobain, Rosemary Carroll, avverte Courtney, che in quel momento è a Los Angeles in una clinica di disintossicazione. Più tardi, davanti alla villa, inizia a formarsi una folla di giornalisti, fan e curiosi. Un fotografo del “Seattle Times”, Tom Reese, riesce a scattare “la foto” che presto farà il giro del mondo, rimanendo nella memoria di chiunque.

L’istantanea ritrae una parte del corpo di Cobain, la gamba destra distesa, una scarpa da ginnastica, la mano chiusa, poco lontani due asciugamani, una scatola di sigari, un portafoglio, 120 dollari in contanti, sigarette e accendino, un cappello e un paio di occhiali da sole. Vicino un poliziotto che stende il rapporto. La mattina del 9 aprile, Courtney saluta il marito nella camera ardente del Seattle Center, in compagnia di settemila persone. Il funerale privato viene officiato alla Unity Church Of Truth.

Dall’autopsia effettuata su Kurt, è stato rilevato che il corpo di Cobain giaceva nella serra da ben tre giorni. La data effettiva di morte risale quindi al 5 aprile 1994. In passato, Cobain aveva tentato altre volte di suicidarsi, come quella all’Hotel Excelsior di Roma, sfogando poi tutto il suo dolore diventando un forte consumatore di eroina. Il 25 marzo 1994, Courtney Love e il manager dei Nirvana Danny Goldberg, consigliano a Kurt di disintossicarsi. Il 30 marzo, Cobain entra nel centro di recupero Exodus a Marina del Rey, ma ci rimane soltanto per due giorni. Il 1 aprile torna a Seattle sparendo nel nulla.

Courtney contatta l’investigatore privato Tom Grant. La mattina del 2 aprile, Kurt telefona all’amica Jessica Hopper, che gli dice di chiamare Courtney perché molto preoccupata. Purtroppo non riuscirà più a parlare con lei. Comprerà delle munizioni, un fucile, e a quanto sembra, si toglierà la vita. Ma è andata veramente così, o Cobain è stato assassinato? Esistono almeno quattro punti oscuri nella morte di Kurt, che possono far propendere verso la seconda ipotesi e cioè: il sangue di Cobain conteneva una quantità di eroina tre volte superiore alla dose letale. Come poteva imbracciare il fucile da solo?

Continuando, non c’erano impronte digitali né sul fucile con il quale Cobain si è sparato, né sulla penna servita per scrivere il biglietto d’addio, su quest’ultimo non viene fatto alcun tipo di riferimento al suicidio e inoltre il messaggio sembra redatto da due mani diverse, e infine qualcuno ha cercato di usare le carte di credito di Kurt dopo la sua morte. Pare che la maggiore indiziata dell’omicidio Cobain sia proprio sua moglie ma come riuscire a provarlo? La fine violenta di Kurt Cobain forse non avrà mai una risposta, ma ha contribuito a trasformarlo in un mito, proprio com’era accaduto ai famigerati musicisti rock appartenenti al “Club dei 27“.

Meglio bruciare velocemente, che spegnersi lentamente...” (Kurt Cobain)

Al prossimo appuntamento, ore 23.25, Rai 2

1 Comment

1 Comment

  1. Brittany

    2 novembre 2011 at 11:30

    1 – Dai controlli di Tom Grant, Courtney non risultava ricoverata presso nessuna clinica di disintossicazione, si trovava invece in un lussuoso albergo, evidentemente per crearsi un alibi mentre un altro faceva il lavoro sporco per lei.
    2 – L’incidente di Roma non era suicidio. Courtney non ha chiamato l’ambulanza immediatamente. Kurt non ricordava di aver ingerito alcool e barbiturici. Invece presentava graffi sul naso, come se qualcuno lo avesse costretto a ingerire il famigerato “cocktail”. Il Roipnol ha come effetto secondario la perdita di memoria degli istanti prima dell’assunzione.
    3 – Eldon Hoke testimonia di essere stato ingaggiato da Courtney per uccidere Cobain (esiste il video di questa testimonianza) e di aver rifiutato. Una settimana dopo la sua testimonianza, Eldon viene ritrovato morto in circostanze misteriose.

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