Skip to main content

Carlo Verdone, la fine del matrimonio con la moglie

Carlo Verdone è uno degli attori e registi più amati del cinema italiano, è considerato l’erede designato di Alberto Sordi per la sua capacità di fotografare e riprodurre sul grande schermo la società italiana. Figlio del critico cinematografico Mario Verdone, dopo una lunga gavetta in tv fa il suo debutto alla regia nel 1980 con il film Un sacco bello e da li in poi una serie di film e di grandi successi. Poco si sa della sua vita privata, si sposa nel 1980 e ha due figli,Giulia e Paolo, la relazione con la moglie termina nel 1996 ma i due non hanno mai divorziato, in merito al mancato divorzio ha dichiarato:«Perché non abbiamo mai litigato. Siamo sempre stati grandi alleati per i nostri figli. Certo, tra noi c’erano delle incomprensioni e dei ritmi di vita molto diversi. Col tempo io ho capito cosa significhi fare l’attore di successo: significa sposarsi col lavoro.» inoltre aggiunge: «È stato un trauma, un dolore atroce ».

Carlo Verdone e il rapporto con i figli

Carlo Verdone è un uomo single e concentra tutto il suo amore per i due figli con i quali ha un ottimo rapporto, ha dichiarato di aver capito di essere un buon padre durante un viaggio in America, in quella circostanza la figlia si ammalò e lui ricorda: «Durante il viaggio, pochi giorni prima di Capodanno, mia figlia si ammalò: mal di gola e febbre a 38. Ho trovato il medico, le ha tolto le placche col cotton fioc, l’ho accudita e il 31 dicembre stava abbastanza bene da uscire. Ho capito di essere un buon padre. Durante il volo di ritorno in aereo dormivano tutti e due. Li ho guardati e mi sono detto: “Te la sei cavata bene”».

Il rapporto di Carlo Verdone con la fede ritrovata

Carlo Verdone è anche un uomo di fede, il suo rapporto con la religione però ha vissuto momenti di crisi come lui stesso ha dichiarato in seguito alla morte della madre causata da una lunga malattia: «..ai tempi tutta la mia famiglia perse la fede. Cademmo in uno stato di prostrazione profonda. Ma con gli anni io l’ho recuperata perché ci sono momenti in cui ci si sente deboli, inadeguati, incapaci di affrontare le cose, scontenti di se stessi, pieni di dubbi e il pensiero corre là, a Dio».

Lascia una risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.