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Bersaglio Mobile, Mentana al 5,97%. Boccia conferma la linea dura su Grillo

Enrico Mentana Bersaglio mobile ascolti ENRICO MENTANA, BERSAGLIO MOBILE E LA SERIETA’ IN TELEVISIONE – Per chi avesse ancora dei dubbi sulla data a cui assegnare l’onere della fine delle vacanza estive, consigliamo di sintonizzarsi per un attimo su La7; ieri sera dopo una scoppiettante puntata di In onda, il direttore Enrico Mentana ha inaugurato la nuova stagione di Bersaglio Mobile, un format sempre più convincente che si impegna a presentarsi di fronte ai suoi telespettatori ogni qual volta la situazione economica, politica e sociale del paese offra spunti di riflessione tali da rendere necessario un momento di sintesi. E fra tutti i salotti politi in tv, uno dei più meritevoli attualmente è senza ombra di dubbio quello di Mentana. Non si tratta di parte politica o stile nella conduzione, ma di una scelta chiara che traspare anche dalla direzione del telegiornale: il gossip e il chiacchiericcio è da destinare ad altri ambienti; qui si tratta seriamente dei problemi del paese e questo viene apprezzato dal pubblico. Una media di 1.073.000 telespettatori e uno share del 5,97% che intimoriscono anche la prima puntata di Quinta Colonna, traslocato su Rete4 con al timone Paolo Del Debbio che raggiunte 1.454.000 spettatori.

PARTITO DEMOCRATICO E BEPPE GRILLO – Nella puntata di ieri di Bersaglio Mobile, spazio anche alla querelle che in questi giorni sta aprendo un divario incolmabile tra il Partito Democratico e il movimento di Beppe Grillo; si è passati da una semplice diversità nello stile e nel modo di relazionarsi con la gente ad argomenti ben più pesanti che segnano un frazionamento importante nella sinistra italiana. Non perché Grillo conti più di altri ma anche perché sempre nello studio di Mentana ieri è apparsa ancora più chiara la frattura che coinvolge anche l’Italia dei valori di Di Pietro. La parola del Partito Democratico è affidata a Francesco Boccia che senza giri di parole afferma: “A Grillo ho semplicemente ricordato che è facile fare il populista demagogo facendo il milionario in pantofole e dando ordini che quasi sempre coincidono con tesi che noi riteniamo in alcuni casi fasciste, in altri sfiorano un’idea della politica che non ci appartiene“.

FRANCESCO BOCCIA CONTRO BEPE GRILLO – Poi affonda: “Quando si reinterpreta il calcio nel sedere agli immigrati, di bossiana memoria, quando si dice ‘usciamo dall’euro e dall’Europa’, quando si dice ‘gli avversari li seppelliremo vivi’, ditemi voi se queste parole non vi ricordano alcuni movimenti olandesi, austriaci, greci, o finlandesi. A me sì. Se poi bisogna essere sempre comunque politicamente corretti e bisogna porgere sempre l’altra guancia, il Pd ha una risposta diversa: non porgiamo l’altra guancia. Ci sono state due o più sinistre in Italia. Certamente non è sinistra quella di Grillo“. Cosa ci fa Di Pietro in tutto questo? Diciamo che la sua vicinanza a Grillo, la guerra dichiarata al Capo dello stato, le idee sull’articolo 18 non aiutano la pace con Bersani. I tempi della foto di Vasto sembrano essere lontani.

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