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L'angolo delle interviste

Antonio Manzini intervista: una fiction per Rocco Schiavone

Antonio-Manzini-intervistaRocco Schiavone presto in tv, intervista esclusiva a Antonio Manzini

Trasferito per punizione dalla Roma capitale alla Roma delle Alpi, ovvero Aosta, il burbero vicequestore Rocco Schiavone avrà presto una fiction a lui dedicata. Nato dalla penna di Antonio Manzini, Rocco Schiavone si presenta come un personaggio fuori dagli schemi, arrogante e non ligio alle regole, ma comunque molto amato dai lettori, un uomo che odi e ami allo stesso tempo. Un vicequestore (non chiamatelo commissario, potrebbe arrabbiarsi!) scorbutico, violento, che tratta male le donne e non ama molto il suo lavoro, ma brillante nel risolvere i casi e riesce, nonostante il suo caratteraccio, a strappare molti sorrisi a chi legge le sue storie.

Rocco Schiavone: il nuovo Montalbano?

Presto potremmo vedere Rocco Schiavone in televisione, alcuni lo hanno già definito il nuovo Montalbano. Ad occuparsi della realizzazione di questa nuova fiction sarà la casa di produzione Cross Production, che in passato ha lavorato a diverse serie di successo, tra le quali Una Grande FamigliaAntonio Manzini, già attore, regista e sceneggiatore, da qualche anno si presenta al grande pubblico anche come scrittore. Dal primo romanzo, che vede il vicequestore Schiavone protagonista, La Pista Nera, uscito nel 2013, edito da Sellerio, ne sono seguiti altri tre: La Costola di Adamo; Non è Stagione; Era di Maggio; nonché alcuni racconti presenti in diverse raccolte. Per sapere qualcosa di più sul personaggio di Rocco Schiavone e sulla futura fiction, abbiamo intervistato per voi Antonio Manzini.

Come è nata l’idea di scrivere gialli ambientati in Valle d’Aosta?

La Valle d’Aosta è un posto in cui vado in vacanza da tanti anni, mi piace molto. Ormai, quando ci vado, mi sento quasi a casa. Mi piaceva l’idea di portare ad Aosta un romano che non conoscesse la città. Un personaggio che non sapesse nulla dei posti di montagna, di una regione lontana culturalmente e spiritualmente da Roma. Rocco Schiavone ad Aosta, infatti, è un pesce fuor d’acqua. È un romano nato a Trastevere che non ha mai visto una montagna e che per punizione viene “spedito” in un posto a lui completamente sconosciuto. 

A chi si è ispirato per il personaggio di Rocco Schiavone?

Non mi sono ispirato a nessuno in particolare. È un personaggio che mi diverte, forse in lui ci sarà qualche “nemico”, non lo so, un po’ di cinquant’anni di vita, ma non so da dove sia venuto fuori di preciso. (ride)

I suoi romanzi sono stati tradotti e distribuiti in Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti e Grecia. C’è una lingua in cui vorrebbe che i suoi romanzi venissero tradotti? Come si sente sapendo che i suoi libri stanno facendo il giro del mondo?

Non me ne rendo neanche conto. Sono molto contento, felice, onorato e lusingato. Sono stupito. Un’altra lingua? No, è stato tradotto già in molte lingue. Forse in cinese… Perché no? (ride).

A breve ci sarà una fiction, la location sarà la Valle d’Aosta. La prima fiction interamente ambientata nella regione più piccola d’Italia, sa già quando inizieranno le riprese?

Non lo so di preciso. Sembra, e con questo non voglio fare nessuna polemica, che anche la Valle d’Aosta non sia così certa. Io mi auguro che la fiction venga girata in Valle d’Aosta, perché è il luogo ideale per raccontare queste storie, non solo per il paesaggio, ma perché la Valle d’Aosta nei miei libri ha un significato. Oltretutto è una regione che non si è mai vista tanto in televisione, sarebbe bello anche far scoprire un posto nuovo. Vediamo tanto le altre regioni, come la Sicilia o la Basilicata, ma anche la Valle d’Aosta è meravigliosa. Voglio vedere il Forte di Bard, Champoluc, Gressoney, Aosta romana… Mi piacerebbe molto!

Ha già in mente qualche attore per la parte del protagonista? Ci può anticipare di chi si tratta?

Non c’è ancora un nome. Al momento ho solo ipotizzato qualcuno.

Ha già in mente a chi affidare altri personaggi, come i collaboratori del vicequestore?

No, posso dire che verrà selezionato un cast molto serio. Si cercheranno soprattutto attori. Non mi piace vedere le facce, mi piace vedere gli attori, quelli bravi, quelli che emozionano. Dei veri attori, di quelli che sanno fare il loro mestiere. 

Lei, insieme ad Eleonora Fiorini e Maurizio Careddu, si occuperà della sceneggiatura. Si occuperà anche della regia?

No, assolutamente no. Non so ancora chi sarà il regista della fiction. 

Rocco Schiavone è un “commissario” fuori dagli schemi, ha un caratteraccio, fa uso di droghe leggere, ma nonostante tutto piace ai suoi lettori. Siamo abituati a personaggi di Rai Uno “moralmente” corretti. Pensa che questo nuovo personaggio verrà amato anche dai telespettatori?

Me lo auguro. Molti lo odieranno, perché non è un personaggio di facile digestione, però basta imparare a conoscerlo. Se si ha voglia di conoscerlo poi ci si renderà conto che, come tutti noi, ha tante sfaccettature. Nessuno è buono o cattivo “tout court”, siamo tutti molto più complessi. Forse è un po’ finita l’epoca in cui i personaggi sono tutti bianchi o tutti neri. 

Ringraziamo Antonio Manzini per il tempo dedicatoci!

1 Comment

1 Comment

  1. Moreno Golia

    1 agosto 2015 at 19:25

    Spero possa davvero essere girata interamente in Valle d’Aosta. Complimenti per l’intervista…

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