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Antonino Cannavacciuolo, confessione shock: “Uno chef mi dava tante mazzate”

antonio-cannavacciuoloAntonino Cannavacciuolo: “Lo chef mi dava tante mazzate”

Antonino Cannavacciuolo si confessa in un’intervista al Corriere della Sera. 41 anni, 1 metro e 91 per 140 chili di stazza, è uno dei cuochi più conosciuti d’Italia, grazie anche alla sua partecipazione a Masterchef. Il quarto giudice del talent show di Sky rivela aspetti inediti della sua adolescenza e della sua formazione: “Sono andato a lavorare in cucina a 13 anni e mezzo. La notte tornavo a casa con spalle e braccia blu per le mazzate che mi rifilava uno chef. Mia mamma voleva protestare. Mio padre disse: Se gliele ha date, significa che se le meritava. Ora quello chef lo arresterebbero per maltrattamenti. A me è servito”. Anche il padre, cui Antonino è legatissimo, era molto severo: “Da ragazzino mi veniva la febbre per la fatica, e mio padre mi mandava a dormire in macchina; solo una volta mi portò in ospedale perché avevo le gambe gonfie appunto come prosciutti”. Ma la fatica è necessaria: “Imparare un mestiere è la cosa più importante, e l’unico modo è il lavoro”.

Antonino Cannavacciuolo: “Credo nella vita oltre la morte”

Cannavacciuolo ci tiene a sottolineare il suo legame con la famiglia: “A Natale ho bevuto con papà un barolo del 1949, il suo anno di nascita. E sono legatissimo alla memoria di sua madre, nonna Fiorentina. L’ultima parola che ha detto è stata il mio nome: Salutame a Tonino. Quando sono in difficoltà o in ansia, la sento sempre. In tv, prima che si accendano le telecamere, o allo stadio Olimpico, dove ho cucinato davanti al pubblico, la penso e lei mi risponde. Grazie a nonna credo nella vita dopo la morte, e non ho paura”, rivela al Corriere.

Antonino Cannavacciuolo: “A Masterchef mi diverto perché non recito”

Infine Antonino parla della sua esperienza nel talent show di Sky: “A Masterchef mi diverto perché non recito. Non ho i tempi televisivi, non ho il linguaggio. Mi dicono però che ho un mio stile. Con i colleghi mi trovo benissimo. Barbieri, il nano malefico. Bastianich, il businessman. Cracco, un grande”.

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