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Antonino Cannavacciuolo: 3 curiosità sul giudice di Masterchef

antonino-cannavacciuoloChi è Antonino Cannavacciuolo? Il nuovo giudice di Masterchef

Antonino Cannavacciuolo è il nuovo giudice dell’ultima edizione di Masterchef Italia. Un ruolo prestigioso per il cuoco che si è fatto conoscere in tv con il programma di successo Cucine da incubo. Classe 1975, Antonino è nato a Vico Equense, in provincia di Napoli, dove ha iniziato anche gli studi in cucina. Nel corso della sua carriera ha lavorato nelle cucine di grandi ristoranti francesi e ricevuto molteplici premi, per la precisione 2 stelle Michelin, 3 forchette della guida Gambero Rosso e 3 cappelli sulla guida del L’Espresso. Di seguito qualche curiosità sula vita privata e professionale di Antonino Cannavacciuolo.

Antonino Cannavacciuolo: vita privata e professionale

1. L’amore per la moglie. Antonino Cannavacciuolo è felicemente sposato con Cinzia Primatesta, esperta manager. I due si sono conosciuti quando erano poco più che ventenni su Lago d’Orta, dove lo chef arrivò per una stagione di quattro mesi al ristorante L’Approdo. “Ci fidanzammo nel 1997 e il 28 febbraio 1999 aprimmo insieme Villa Crespi, una vera pazzia!” ha raccontato la signora Cannavacciuolo che con Antonino ha avuto due figli, Andrea ed Elisa.

2. Il debutto in tv. Antonino Cannavacciuolo ha iniziato tv grazie alla moglie Cinzia, che ha voluto a tutti i costi che tentasse questa strada. Una delle prime proposte fu proprio Masterchef, che però lo chef decise di rifiutare. In seguito, arrivò la proposta di Cucine da incubo, il format americano condotto dal celebre Gordon Ramsey. Cannavacciuolo si è preparato al debutto studiando per bene le mosse del collega americano, cercando però di essere meno cattivo. Antonino ha confidato di essere ancora in buoni rapporti con alcuni ristoratori che hanno preso parte al programma.

Antonino Canavacciuolo giudice a Masterchef

3. Grazie a Masterchef Antonino Canavacciuolo ha scoperto nuovi ingredienti che non conosceva, insomma un’esperienza formativa per il cuoco che, parlando del suo ruolo da giudice, si è così definita:”a seconda dei casi motivo, rimprovero o faccio i complimenti”.

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