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Al Bano Carrisi shock: oscuri presagi prima della scomparsa di Ylenia

ylenia-carrisi-con-albanoAl Bano Carrisi torna a parlare di Ylenia: la sconcertante confessione

Torna a riaprire il capitolo più doloroso Al Bano Carrisi nel corso di un’intervista rilasciata a Mistero Magazine. Il noto cantante torna a parlare di sua figlia Ylenia, scomparsa nel 1995, svelando incredibili dettagli. Nel particolare Al Bano torna a ricordare alcuni fatti sconcertanti accaduti proprio qualche tempo prima della scomparsa di sua figlia, che il cantante, che sappiamo essere davvero molto credente, non può fare a meno di ritenere quasi segni premonitori. “Mi ricordo cinque maledetti gatti neri e mi scuso con tutti gli animalisti, alla fine dell’anno 1993. Spuntarono tutti insieme di fronte a casa mia, davanti al bosco… Ed è una cosa che non dimenticherò mai. Sempre in quei giorni, una pigna cadde sul presepe di casa, che prese fuoco e andò distrutto“.

Al Bano Carrisi: segni premonitori prima della scomparsa di Ylenia?

Quelli che allora potevano apparire al cantante come semplici coincidenze, oggi vengono invece interpretati come cattivi presagi. Al Bano ci tiene tuttavia a chiarire che, pur credendo in tali segni, non perde mai il contatto con la realtà dei fatti: “Certo non ne faccio una ragione di vita, ma ci sto attento, con moderazione. Per esempio: dicono che il 17 porta sfortuna? E allora io lo considero un numero in grado di avvertirti che qualcosa potrebbe non andar bene“. La spiritualità di Al Bano è molto profonda ma, al contempo, rimane chiusa nel privato.

Al Bano si svela: la grande importanza della fede

Ecco perché nella sua vita grande importanza ha avuto incontrare il Papa Giovanni Paolo II, sul quale al noto magazine confessa: “Ho cantato sette volte per lui e ogni volta che ci incontravamo mi faceva venire i brividi. Non dimenticherò mai il primo incontro, nella sua cappella privata in Vaticano. Eravamo in ventidue persone, c’erano mia madre, mio fratello, Romina, le due bambine. Quell’incontro mi segnò, perché in lui vedevi il divino: nei suoi occhi percepivi la bontà assoluta, ma anche la capacità di leggerti l’anima fin nel profondo“.

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