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Cinema

30° Torino Film Festival: film vincitori

film vincitori 30 Torino Film FestivalFILM VINCITORI DELLA SEZIONE TORINO 30 – Nella categoria Torino 30 o Concorso Internazionale Lungometraggi, la cui giuria era composta dal regista Paolo Sorrentino (Presidente Italia), Karl Baumgartner (Germania), Franco Piersanti (Italia), Constantin Popescu (Romania) e Joana Preiss (Francia), le pellicole vincitrici sono state “Shell” (Miglior Film) di Scott Graham, storia toccante e drammatica di un padre e di una figlia, proprietari di una pompa di benzina, situata in uno dei luoghi più desolati e selvaggi delle Highlands scozzesi. Le loro lunghe giornate si susseguono tutte uguali, con pochi clienti che hanno la fortuna di incontrare sul loro cammino, e con molti silenzi accompagnati da sguardi “persi nel vuoto”, la stessa voragine pronta ad inghiottire la giovane protagonista del film, appunto la diciassettenne Shell, interpretata magnificamente dall’attrice Chloe Pirrie. Costei infatti, pur amando in modo assoluto il proprio genitore, affetto da una grave forma di epilessia, aspira ad una vita diversa, desiderando con tutta la sua anima dolorosamente tormentata, di poter evadere, di poter scappare lontano, e recuperare il tempo perduto, anche se il suo sogno pare irrealizzabile. A seguire “Noi non siamo come James Bond”, storia di due amici e dell’indimenticabile ricordo di un viaggio intrapreso insieme, con il mito di James Bond, riusciti a sconfiggere entrambi un male incurabile, e “Pavilion”, film che è un vero e proprio inno all’adolescenza, vissuta intensamente nell’arco di un’estate che sembra non avere mai fine (Premi speciali della Giuria ex-aequo), il primo diretto da Mario Balsamo e il secondo da Tim Sutton.

30° TORINO FILM FESTIVAL “BREAKING HORIZONS” DI POLA BECK E FILM VINCITORI DELLA SEZIONE TFF DOC – Per quanto riguarda invece il Premio per la Miglior Attrice, il riconoscimento va a Aylin Tezel, con la pellicola “Am Himmel Der Tag/Breaking Horizons di Pola Beck, che racconta della ventiseienne Lara, rimasta incinta dopo una notte trascorsa con uno sconosciuto, incontrato in discoteca. Improvvisamente, la ragazza, svogliata e senza alcun progetto concreto per il futuro, si troverà ad affrontare qualcosa di completamente nuovo per lei, un’avventura che le cambierà radicalmente la vita, e che forse saprà dare il giusto significato tanto a lungo cercato, alla sua inconcludente esistenza. Infine, il Premio per il Miglior Attore va a Huntun Batu con “Tabun Mahabuda/The First Aggregate” di Emyr Ap Richard e Darhard Erdenibulag, storia di uno stuntman che torna in città, dopo essere guarito da una seria ferita alla testa, e grazie ad una donna diventa il protagonista principale, di un film basato sulla vita di un attore. Nella categoria Tff Doc o Internazionale Doc, la cui giuria era composta da Susana de Sousa Dias (Portogallo), Hila Peleg (Israele) e James Quandt (Canada), i film vincitori sono stati “A Ultima Vez Que Vi Macau” (Miglior Film) di Joao Rui Guerra da Mata e Joao Pedro Rodrigues, storia di un uomo che dopo trent’anni, decide di fare ritorno a Macao, sua città natale, per prestare aiuto ad una sua vecchia amica in pericolo, messasi nuovamente nei guai con persone molto poco raccomandabili e “Leviathan” (Premio Speciale) di Lucien Castaing-Taylor e Véréna Paravel, documentary sulla pesca e sulla strenua lotta per la sopravvivenza tra uomo e animale, perfettamente calati nella natura ostile, ma al contempo altamente suggestiva, con la ferma intenzione di prevalere l’uno sull’altro.

FILM VINCITORI DELLA SEZIONE ITALIANA.DOC – Nella categoria Italiana.Doc, la cui giuria era formata da Carlo A. Bachschmidt (Italia), Luca Pastore (Italia) ed Elfi Reiter (Italia), i film vincitori sono stati “I Don’t Speak Very Good, I Dance Better” (Miglior Documentario Italiano) di Maged El Mahedy, dove tra dramma intimista, thriller politico, reportage giornalistico e musical, si consuma la storia dell’egiziano Maged, costretto a fare i conti con la brutta malattia del fratello e della sorella, sullo sfondo della “Rivoluzione di Piazza Tahrir”, “Fatti Corsari” (Premio Speciale della Giuria) di Stefano Petti e Alberto Testone, storia del sosia di Pier Paolo Pasolini, proprio Testone, odontotecnico del quartiere romano di Fidene, che vuole diventare attore. La pellicola è un viaggio di ricerca del fantasma del regista di “Il Vangelo secondo Matteo”, “Uccellacci e uccellini”, “Capriccio all’italiana” e “Il Decameron” e una riscoperta interiore dello stesso Alberto Testone, nei luoghi che Pasolini amava di più, e dulcis in fundo “La Seconda Natura” (Menzione Speciale) di Marcello Sannino, che racconta la lotta rivoluzionaria dell’avvocato napoletano Gerardo Marotta, per rivalutare lo Stato come bene comune e non come mero interesse privato, e per salvaguardare dal punto di vista civile, sociale e culturale il Meridione e l’Italia tutta.

FILM VINCITORI DELLA SEZIONE ITALIANA.CORTI – Nella categoria Italiana.Corti, la cui giuria era composta da Ilaria Fraioli (Italia), Mario Masini (Italia) e Francesco Munzi (Italia), i film vincitori sono stati “Spiriti” (Miglior Cortometraggio Italiano) di Yukai Ebisuno e Raffaella Mantegazza, film incentrato su una piccola comunità indigena dell’Honduras, desiderosa di mantenere intatte le proprie tradizioni culturali, rappresentate da preghiere e riti millenari, difendendo la propria terra da chi è interessato unicamente a specularci sopra, vendendola al miglior offerente, “In Nessun Luogo Resta” (Premio Speciale della Giuria) di Maria Giovanna Cicciari, breve film di viaggio su una delle zone più selvagge della Calabria, alla ricerca della continuità temporale tra natura e cultura, legando passato e presente attraverso riprese effettuate con una cinepresa Super8, e infine “Un Mondo Meglio Che Niente” (Menzione Speciale) di Cobol Pongide e Marco Santarelli, storia di un esploratore spaziale, Romano Talone, che decide di stabilirsi per un certo periodo, su un pianeta precedentemente abitato da esseri umani, per svolgere un lavoro di documentazione del posto, diventandone poi la sentinella.

FILM VINCITORE DELLA SEZIONE SPAZIO TORINO – Nella categoria Spazio Torino, il film vincitore è stato “Il Mare di Beppe” (Miglior Cortometraggio) di Carlo Cagnasso, brevissima pellicola che racconta la vita di un uomo, e la sua esistenza nei luoghi che gli sono più cari, in compagnia del suo cane.

FILM VINCITORE PER IL PREMIO CIPPUTI 2012 – La Giuria composta da Francesco Tullio Altan, Antonio Albanese e Michele Serra decide di decretare vincitore del Premio Cipputi 2012, il film “Nadea e Sveta” (Miglior Film sul mondo del lavoro) di Maura Delpero, storia di due amiche moldave, che trovano un lavoro in Italia, a Bologna, sacrificando però i loro affetti lontani. Film intimista sulla maternità, l’amore e il desiderio di tornare a casa, riallacciando i rapporti con la propria famiglia.

PREMIO BASSAN (ARTE E MESTIERE) – La Giuria composta da Paolo Virzì, Anna Lombardi (presidente Associazione Scenografi), Cristina Possenti (rappresentante Arredatori), Alida Cappellini e Giovanni Licheri (scenografi), assegna il Premio per la miglior scenografia a Lina Nordqvist, scenografa del film “Call Girl” di Mikael Marcimain, per la capacità straordinaria di catapultare lo spettatore, in una pellicola che sembra realmente girata alla fine degli anni ’70, mescolando sapientemente fotografia, costumi, ambientazioni, arredamento e regia.

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